"Ero diventato membro di quella che in quei giorni era una specie di massoneria, la massoneria dei cinefili, quelli che chiamavamo malati di cinema. Io ero uno degli insaziabili, uno di quelli che si siedono vicinissimi allo schermo. Perché ci mettevamo così vicino? Forse era perché volevamo ricevere le immagini per primi, quando erano ancora nuove, ancora fresche, prima che sfuggissero verso il fondo, scavalcando fila dopo fila, spettatore dopo spettatore, finché sfinite, ormai usate, grandi come un francobollo, non fossero ritornate nella cabina di proiezione. Forse lo schermo era veramente uno schermo. Schermava noi, dal mondo."

giovedì 3 marzo 2016

The Hateful Eight


Regia: Quentin Tarantino
Usa 2015, durata: 187 minuti (70 mm), 167 minuti (digitale)

Wyoming post guerra civile, una diligenza e relativo cocchiere sotto la bufera di neve, una latitante diretta alla forca di Red Rock, due cacciatori di taglie, una lettera del presidente Lincoln, un neo-sceriffo poco credibile, l'emporio di Minnie, un messicano per niente raccomandabile, un boia ammiccante dal linguaggio compito, un cowboy che sembra voler rimanere in disparte, un pacato generale in pensione, del caffè che non lascia scampo, uno stufato di dubbia rivendicazione, una chitarra e svariate pistole.
Con quasi tre ore di dialoghi piuttosto prevedibili tra una serie di personaggi altrettanto scontati Tarantino sbandiera di fronte al mondo la sua capacità di fare Cinema anche senza inventare assolutamente nulla, rifilando allo spettatore la solita vecchia minestra riscaldata.
Musicalmente di grandissimo impatto la scena in cui Joe Gage (Michael Madsen) segue le tracce di sangue sulla neve.
Jennifer Jason Leight semplicemente stupenda.
Doppiaggio italiano veramente tremendo.

In una parola: automasturbatorio
Voto: 7
                                   

lunedì 8 febbraio 2016

Il fascino indiscreto dell'amore


Titolo originale: Ni d’Eve, ni d’Adam
Regia: Stefan Liberski
Belgio, Francia, Canada 2014, durata: 100 minuti

Adattamento cinematografico del romanzo Né di Eva né di Adamo di Amélie Nothomb, Il fascino indiscreto dell'amore racconta del ritorno della giovane Amélie nella sua patria natale, il Giappone. Pellicola di formazione incentrata sulla scoperta di sé attraverso l'esplorazione dei propri sentimenti, interessa quasi esclusivamente per gli scorci della cultura nipponica.
Titolo e trailer più accattivanti di quanto non sia in realtà il film.

In tre parole: rarefatto e passeggero
Citazione preferita: "Mi ha insegnato che si può sfuggire alla morte, cioè all'idea che ognuno ha di sé. Avevo 20 anni, non avevo ancora trovato quello che cercavo, ed era per questo che adoravo la vita."
Voto: 6
               

giovedì 26 novembre 2015

The Lobster


Regia: Yorgos Lanthimos
Grecia, Regno Unito, Irlanda, Paesi Bassi, Francia 2015, durata: 118 minuti

In una società in cui è illegale essere single, per chi ha la sfortuna di diventarlo (tradito/a, divorziato/a, vedovo/a...) si prospetta un soggiorno forzato in un hotel in cui avrà 45 giorni di tempo per trovare un/a compagno/a. Ma due single potranno formare una coppia solo se hanno almeno una caratteristica molto rilevante in comune, per esempio entrambi dovranno essere miopi, zoppicare o soffrire di epistassi. Dopo i 45 giorni chi non "trova" viene trasformato in un animale. Nel bosco vivono i "solitari", scappati dall'hotel e da una società che rifiutano. Anche il loro è un microcosmo con regole ben precise: non possono flirtare né baciarsi e ascoltano solo musica techno dal momento che è l'unica ballabile ognuno per conto proprio; sono costantemente in fuga dagli ospiti dell'hotel che si addentrano nel bosco per cacciarli e aggiudicarsi così un prolungamento del soggiorno.
La sceneggiatura fredda, tagliente e straniante delinea un film che si rivela più cinico del previsto, non solo critica alla società moderna ma anche all'ipocrisia che caratterizza molti rapporti umani,

In una parola: distopia
Voto: 8
             

martedì 2 giugno 2015

Il passato è una terra straniera


Regia: Daniele Vicari
Italia 2008, durata: 120 minuti

Tratto dall'omonimo romanzo dell'ex magistrato Gianrico Carofiglio, il film racconta di Giorgio (Elio Germano), bravo ragazzo ad un passo dalla laurea in giurisprudenza, la cui vita prende un risvolto inaspettato quando ad una festa conosce Francesco (Michele Riondino), che lo trascinerà in un vortice d'illegalità fatto di gioco d'azzardo, relazioni pericolose, droghe e chi più ne ha più ne metta.
Mi sono sempre piaciuti i film che raccontano questo genere di storie borderline. Ma questo non mi ha particolarmente convinto. Anzi in realtà mi ha profondamente turbato. L'incontro tra i due protagonisti mi è sembrato alquanto forzato e poco credibile. Così come alcune figure, quella della sorella di Giorgio ad esempio, messe lì un po' a buffo, come direbbero a Roma. E, cosa che accade raramente, mi è parso anche particolarmente lungo.

In una parola: disturbante
Voto: 6
                 

martedì 5 maggio 2015

La famiglia Bélier


Titolo originale: La Famille Bélier
Regia: Éric Lartigau
Francia 2014, durata: 105 minuti

Paula è una sedicenne francese cresciuta in una famiglia di sordomuti; ogni giorno si occupa della gestione di molti aspetti della vita lavorativa e sociale della propria famiglia: dalla mungitura delle mucche alla vendita del formaggio al mercato, dai rapporti telefonici con la banca alle traduzioni dal medico...Paula è il ponte tra i suoi genitori e tutti coloro che non parlano la lingua dei segni, ovvero la maggior parte del resto del mondo. Quando scopre di avere un talento speciale per il canto si trova di fronte alla fatidica scelta: rimanere ancorata alla quotidianità familiare o spiccare il volo alla ricerca del proprio futuro.
Il film è liberamente ispirato al romanzo autobiografico Les mots qu'on ne me dit pas di Véronique Poulain, nipote di un noto comico d'oltralpe.
Stupenda Louane Emera, così come i "genitori", François Damiens e Karin Viard.
Maa...l'insegnante di musica non ricorda terribilmente Paolo Kessisoglu?!

In due parole: teneramente piacevole
Citazione preferita: "Essere sordi non è un handicap, è un'identità."
Voto: 7
                         

sabato 2 maggio 2015

Venere in pelliccia


Titolo originale: La Vénus à la fourrure
Regia: Roman Polanski
Francia 2013, durata: 96 minuti

Adattamento dell'omonima pièce teatrale del co-sceneggiatore David Ives, a sua volta ispirata al romanzo di Leopold von Sacher-Masoch, antesignano del masochismo e padre inconsapevole del termine.
Polanski orchestra un magistrale gioco di scatole cinesi, una matrioska di conturbante perversione, uno squisito esperimento metanarrativo.
Nel ruolo della protagonista Emmanuelle Seigner, moglie del regista, già impersonificante il perturbante e il demoniaco ne La nona porta.

In una parola: pirandelliano
Citazioni preferite: "Tutti siamo facilmente spiegabili ma restiamo inestricabili." "La vita fa di noi quello che siamo in un momento imprevedibile."
Voto: 9
       

venerdì 3 aprile 2015

Loreak


Regia: Jon Garaño, Jose Mari Goenaga
Spagna 2014, durata: 99 minuti

Seconda pellicola della coppia Garaño-Goenaga dopo 80 egunean (80 giorni).
Ane è una signora sposata alla quale inizia a venire recapitato un mazzo di fiori ogni settimana, sempre alla stessa ora e senza alcun biglietto.
I fiori, loreak in lingua basca, saranno il filo conduttore di esistenze apparentemente separate destinate ad intrecciarsi drammaticamente.
Regia e fotografia sopraffine.

In due parole: spietatamente reale
Voto: 8