"Ero diventato membro di quella che in quei giorni era una specie di massoneria, la massoneria dei cinefili, quelli che chiamavamo malati di cinema. Io ero uno degli insaziabili, uno di quelli che si siedono vicinissimi allo schermo. Perché ci mettevamo così vicino? Forse era perché volevamo ricevere le immagini per primi, quando erano ancora nuove, ancora fresche, prima che sfuggissero verso il fondo, scavalcando fila dopo fila, spettatore dopo spettatore, finché sfinite, ormai usate, grandi come un francobollo, non fossero ritornate nella cabina di proiezione. Forse lo schermo era veramente uno schermo. Schermava noi, dal mondo."

domenica 30 maggio 2021

La sentinella



Titolo originale: Sentinelle
Regia: Julien Leclercq
Francia 2021, durata: 80 minuti

Revenge movie totalmente privo di tensione, un susseguirsi di passaggi prevedibili e risvolti nonsense (così come la scelta del titolo).
Tutto è talmente già visto, piatto e insignificante che neanche la meravigliosa Olga Kurylenko riesce a salvare la situazione.
Finale di dubbia verosimiglianza, perfettamente in linea con il resto del film, di credibilità e rilevanza praticamente inesistenti.
Unica nota positiva, il patimento dura relativamente poco.

In una parola: bolso
Voto: 4
                 

domenica 23 maggio 2021

The Secret - La forza di sognare


Titolo originale: The Secret: Dare to Dream
Regia: Andy Tennant
Usa 2020, durata: 107 minuti

Basato sul libro/raccolta di interviste The Secret dell'australiana Rhonda Byrne, a sua volta basato sul documentario omonimo del 2006.
La minacciosa tempesta Hazel si sta per abbattere sulla costa della Louisiana e sulla vita di Miranda, giovane vedova con tre figli, afflitta da una discreta quantità di problemi economici, oltre a quelli emotivi.
Un uomo misterioso con un'altrettanto misteriosa busta arriva in città e si dimostra particolarmente propenso nel darle una mano ed elargire massime su pensiero positivo e legge dell'attrazione.
Il regista di Tutta colpa dell'amore, Tutti pazzi per l'oro e Il cacciatore di ex regala un'altra classica commediola sentimentale tipicamente americana che, nonostante le pretese esistenzialfilosofiche, non riesce minimamente ad affrancarsi dalla retorica del filone di appartenenza.

In una parola: sciatto
Voto: 5
               

venerdì 5 marzo 2021

Martin Margiela: In His Own Words


Regia: Reiner Holzemer
Germania, Belgio, Francia 2019, durata: 90 minuti

Chi è davvero Martin Margiela?
Il 29 settembre 2008, a Parigi, la Maison Margiela festeggia il suo 20esimo anniversario. Quella sera stessa lo stilista dice addio alla sua casa di moda.
Da sempre avvolto in un alone di mistero, anche all'apice del successo "la stella invisibile della moda" continua a rifiutare la celebrità, preferendole l'anonimato.
Il documentario ripercorre i momenti salienti della sua vita e della sua carriera: dalla sfilata di Courrèges ammirata in tv all'età di 7 anni, all'universalmente riconosciuta etichetta bianca, passando per gli studi ad Anversa, la passione per i designer giapponesi, l'amore per Brigitte Bardot, il lavoro come assistente di Jean-Paul Gautier, le intuizioni controculturali, il decostruttivismo ispirato a Rei Kawakubo, la prima controversa collezione realizzata per Hermès, l'innovazione dello street casting, le rivoluzioni nel make up...e molto, molto altro ancora.

In una parola: ermeneutico
Voto: 9
                          

mercoledì 17 febbraio 2021

Vicky Cristina Barcelona


Regia: Woody Allen
Spagna, Usa 2008, durata: 96 minuti

Indubbiamente sul podio dei miei preferiti tra i film scritti da Woody Allen.
A differenza di molti dei suoi personaggi più o meno recenti, infatti, quelli di Vicky Cristina Barcelona sono tutt'altro che caricaturali: minuziosamente delineati, autentici e totalmente credibili nonostante gli eccessi.
Sceneggiatura serrata e brillante, colonna sonora fastidiosamente indelebile.
Meritatissimo l'Oscar come miglior attrice non protagonista (e la cascata di altri premi) a Penelope Cruz, semplicemente superba nel personaggio di María Elena.

Citazione preferita: "Non so quello che voglio, so solo quello che non voglio".
In tre parole: arte e poesia
Voto: 10
             

lunedì 7 dicembre 2020

La Sabiduria


Regia: Eduardo Pinto
Argentina 2019, durata: 95 minuti

Dopo alcuni presagi nefasti, il tranquillo weekend in campagna di tre giovani donne si trasforma in un inferno senza fine.
Film molto forte che sollecita una continua trepidazione e tiene lo spettatore incollato allo schermo fino all'ultimo fotogramma, proprio come un rituale in cui non si riesce a distinguere tra incubo e realtà.
Un thriller che ritrae un universo maschile bieco, pericoloso, violento, sadico, malato, assetato di sangue, senza eccezione né possibilità di redenzione; in alcuni momenti del film gli uomini assumono tratti inquietantemente animaleschi.
Macabra e cruenta ma di grande impatto la scena della caccia umana.
Molto interessante il passaggio scandito dal ritrovamento dei costumi nel baule all'arrivo delle ragazze nel ranch: sembra il cambio di abiti a trasportarle in un universo altro, lontano e fuori dal tempo, insidioso e fatale.

In una parola: funesto
Voto: 9
                                     

venerdì 4 dicembre 2020

L'inganno


Titolo originale: The Beguiled
Regia: Sofia Coppola,
Usa 2017, durata: 93 minuti

Remake de The Beguiled (La notte brava del soldato Jonathan), flop del 1971 con Clint Eastwood, a sua volta tratto dall'omonimo romanzo.
Virginia 1864, 3° anno della guerra di secessione, il caporale nordista John McBurney (Colin Farrell) viene salvato, condotto e accudito all'interno del microcosmo femminile dell'oratorio per signorine di Miss Martha (Nicole Kidman).
Premio miglior regia al Festival di Cannes.
Per quanto mi riguarda resta l'impressione che la Coppola riesca ad annullare moolto del potenziale di tensione/spessore delle storie che sceneggia e dirige.

In una parola: fioco
Voto: 5
                             

sabato 28 novembre 2020

Spice Boyz


Regia: Vladimir Zinkevich
Bielorussia 2020, durata: 100 minuti

Ispirato a un fatto di cronaca nera risalente al 2014 a Gomel, dove una droga allucinogena trasformò un addio al celibato in un incubo ad occhi aperti.
Il film presenta una lunga fase di caratterizzazione dei personaggi che permette allo spettatore di empatizzare con alcuni di loro e immergersi a pieno nella storia.
Dopodiché, una serie di accadimenti agghiaccianti che si susseguono in un climax fortemente tragico che sembra non finire mai.
Lungometraggio d'esordio che funziona veramente bene sotto tutti i punti di vista (regia, sceneggiatura, fotografia, sonoro, montaggio) e crea una tensione crescente a tratti quasi insostenibile.
Forte dose di splatter nella seconda parte...personalmente ho dovuto interrompere la proiezione in un paio di momenti: la consapevolezza che si tratti di una storia vera rende la visione ancora più raccapricciante.
Interpretazione degli attori molto credibile, in particolare quella della damigella.
Punte di trash (manifesto già dalla prima scena) che non scadono mai nel ridicolo e rendono il film ulteriormente accattivante.
Raccomandazione: attendete la fine dei titoli di coda!

In due parole: drammaticamente reale
Voto 9